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Una lettura della Teologia della Liberazione attraverso il concetto di cultura

por Maria de Lourdes Beldi de Alcântara



Per quanto riguarda la cultura latino americana, la Chiesa Cattolica si è definita come la sua legittima difenditrice, come l'unico ente che al di là di qualsiasi interesse rappresenta le culture appunto per essere la Chiesa la miriade di tutte esse. Così la funzione dei mezzi di communicazione diretti alla folla sarebbe quella di produrre e prommuovere i film e le trasmissioni che potessero eprimere le preoccupazioni sociali, politiche, religiose di un esatto luogo, permettendo così la ripresa di coscienza e un ingaggio più cosciente(11).

La questione culturale è diventata per la Chiesa Cattolica il suo principale concetto per quanto riguarda le questioni sociali, legittimando il suo intervento nei movimenti sociali. L'intenzione sarebbe stata quella di costruire la "vera cultura brasilianna"tramite le manifestazioni culturali del suo popolo, non più un progetto assistenzialista nei ruoli degli anni sessanta ma facendo diventare progetto politico; è in questo contesto che vedremo nascere il discorso del progetto della Teologia della Liberazione.

Las sua attuazione sarà attraverso i gruppi degli agenti pastorali i cui attuavano insieme alle diocesi, alle parrocchie, alle communità per il miglioramento della vita della gente,la quale viveva in bruttissime condizioni di vita. Così è sorto nel vocabolario di questi movimenti di base, la parola "resistenza", la communicazione di resistenza, che è nata, secondo il parere di Regina Festa(12), come forma di communicazione delle pratiche dei movimenti sociali i quali avevano bisogno di sapere degli abusi della dittatura.In questa congiuntura storica, la Chiesa Cattolica sarà stato uno degli unici enti in grado di confrontarsi con il governo militare, in conseguenza della sua struttura trasnazionale e anche in funzione della sua inserzione sugli interstizi della società civile attraverso la sua rete capillare. Trasformandosi, così, in un importante agente in grado di formulare un progetto politico-ideologico alternativo, con un discorso che si opponeva al regime egemonico. In modo superficiale, perché questo tema è molto complesso per essere trattato in questa sede, la caratteristica di questo processo è stata segnata da una forma considerevolmente lenta e conflittuale all'interno della Chiesa Cattolica, è cominciata con un atteggiamento assistenzialista a favore dell'ideologia dello sviluppo ed è passata lentamente ad un atteggiamento di critica verso questo stesso sistema economico il quale si collega ad un atteggiamento politico di appoggio e supporto alle dittature latino-americane. Questo processo è cominciato dagli interstizi della struttura ecclesistica e via via ha preso legittimità all'interno di questa propria struttura diventando un pensiero egemonico presso la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile. Quel momento sarà stato appunto il momento del progetto egemonico della Teologia della Liberazione. Esso si presenta come la ricerca di una nuova identità cattolica,la quale potrebbe essere nominata identità Vaticano II, a partire dalla disistrutturazione dell'identità tridentina, conosciuta come sintesi tra il pensiero criatiano/cattolico modernizzato e il pensiero scientifico e politico del Marxismo(13).

Questo nuovo progetto il quale intitulo Teologia della Liberazione, sarà analizzato a partire dalla formulazione del CRESPO secondo il quale, la Teologia afferma che c'è una coscienza della liberazione,che la vigenza del suo progetto : soltanto goderà di stabilità e durabilità se oltre i nuovi concetti dogmatici e le nuove proposte pastorali, saranno in grado de creare una nuova spiritualità, quest'Última essendo possibile soltanto a partire da un nuovo immaginario sociale. Una batteria di simboli comincia a costruire un nuovo immaginario sociale-religioso(14).

Questo nuovo immaginario sarà costruito tramite la definizione e la strumentalizzazione che la Chiesa Cattolica farà del concetto di nazionale-popolare; com'è trattato in modo eccezionale da CHAUÍ, il concetto di nazionale-popolare, così definito, è ampio il sufficiente per contenere tanto quelle riprese di certi concetti della cultura popolare - riprese esse fatte dagli intellettuali - e in essa seminando dei tratti tanto di universalizzazione quanto delle manifestazioni che esprimono la media di diverse culture regionali e possono così, acquisire la caratteristica nazionale e nel nostro caso, rappresenta quella classe che la Chiesa ha nominato come emarginati, squalificati tanto dal processo economico quanto dal processo politico. Da quel momento essi hanno avuto un ruolo importante nella società civile.

Così, la Teologia della Liberazione, costruirà, nei moduli della sinistra, il suo progetto politico abbandonando il concetto di cultura popolare, ed altri termini conservatori, cioè, la cultura popolare in un modo statico, dove il folklore sarebbe il suo sinonimo. Così, l'eterogeneità culturale della società brasiliana è stata raffigurata tramite il discorso degli opressi. All'interno di questa classifica, ci stanno tutti gli espropriati che la società capitalista aliena: urbani, contadini, ìndios, occupanti di proprietà altrui, bambini ecc. Ed è per mezzo del concetto antropologico di cultura ___come insieme dinamico di conoscimento, creazioni, valori, abitudini, scopi e tendenze i quali segnano la personalità del gruppo sociale e degli individui(15), che la dinamica culturale crea la pratica politica. Comunque, questa pratica politica anche se nata dalla base della società, cioè, dagli 'oppressi'e 'espropriati' è sempre oggetto d'azione della Chiesa Cattolica, perché essi sono i suoi fedeli e devono essere curati e badati. La Chiesa Cattolica diventa l'"intelettuale organico"della cultura popolare.

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(11) Conclusioni dell'Assemblea Generale dell'OCIC , 2 a 7 ottobre 1972, in SEDOC. apr. 1973.
(12) FESTA, Regina e SILVA, C.E.L. (org.). Communicazione Popolare e Alternativi in Brasile. 1986, SP, Edições Paulinas, p: 9/30.
(13) CRESPO, S.B.S. Progressismo Cattolico, Educazione Liberatrice in Brasile. Tesi di Dottorato sostenuta presso FFLCH- USP. San Paolo, novembre 1999.
(14) CRESPO, op.cit., p: 224.
(15) SPOLETTINI, B.op.cit. p: XXXI.

 
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