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Artigos
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Una lettura della Teologia della Liberazione attraverso il concetto di cultura por Maria de Lourdes Beldi de Alcântara |
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Conclusione La
estetica della miseria come elemento di shock che portasse alla
non alienazione è stata una costante tanto per il CPc dell'Une
quanto per il Cinema Nuovo, con delle metodologie diverse che
hanno cercato di portare il Brasile ad una rivoluzione socialista.
All'interno di questi modelli la Teologia della Liberazione ha
trovato posto per la sua attuazione. Il
concetto di cultura è il simbolo chiave dell'attuazione
di questi movimenti, perché hanno usato per nominare le
manifestazioni popolari la matrice alienazione / ignoranza, rendendosi
conto che è necessario capire questo tipo di universo simbolico
affinché si possa attuare.È nella dinamica tra l'atropologico
e il sociologo che attueranno, cioè, hanno bisogno di capire
l'universo simbolico perché possano attuare con efficacia
politica; l'antropologia diventerà così uno strumento
dell'intervento. Di conseguenza, questa pratica avrà portato
ad uno svuotamento il concetto di alterità, perché
le rappresentazioni culturali manifestate non saranno altro che
sinonimo d'ignoranza, ma allo stesso tempo, sanno che è
il luogo della creazione di una azione sociale rivoluzionaria.
In questo momento, il concetto si sarà svuotato d'identità
e passerà a rappresentare una identità attribuita
dai movimenti che la guideranno. Cercando di costruire un immaginario
rivoluzionario a partire dai simboli che rappresentano la cultura
popolare. Perché
potesse attuare insieme alla cultura popolare la Teologia della
Liberazione ha usato la metodologia del vedere, agire e giudicare,
il che in pratica funziona di modo dialettico, cioè, il
vedere porta in se degli elementi per giudicare e esigenze per
agire. Si sarà creato un nuovo binomio:fede e politica.
Così, nella prima fase basata sulla nozione che le classi
popolari saranno in grado di produrre ed espremire una cultura
genuina solo quando saranno liberate dalla prigione in cui vivono
nel presente momento e ciò nel seguire del proprio processo
di liberazione, giacché una classe non può esprimersi
in modo creativo all'interno di una situazione d'oppressione.Nella
seconda tappa, il vedere, c'´e bisogno che si faccia una educazione
critica, uno sforzo permanente tramite il quale gli uomini si
rendano conto di com' è il mondo in cui s'incontrano: perché
l'uomo produca ci vuole la conquista della sua forza umana. La
pedagogia è l'antropologia. È importante che l'uomo
riconosca la cultura come risultato del suo lavoro, del suo sforzo
creatore, la cultura come acquisizione della esperienza umana,
come incorporazione, perciò critica e allo stesso tempo
creatrice, e non come una giustaposizione di informi o prescrizioni
forniti. Nell'Última fase - il fare- è necessario
liberare la prassi, perché essa è il modo di avere
la realizzazione cinematografica. È importante, però,
fornire delle condizioni perché una democratizzazione dello
strumento possa accadere(25).
La Teologia della Liberazione, basata su questa matrice ideologica,
ha prodotto il primo film: Fede nella Camminata(26),
tramite il linguaggio popolare. Qual'´e stato il suo significato?
Analisiamolo: il coppione è stato fatto da D. Pedro Casaldáliga
e la narrazione è stata fatta da Leonardo Boff, intellettuali
organici e formulatori della Teologia della Liberazione. La
tematica principale tratta del lavoro pastorale sviluppato dalla
Chiesa in Brasile e della sua scelta per i poveri. La narrazione
di Leonardo Boff consiste in una parabola della vita di San Francesco,
il quale trasforma in metafora il pellegrinaggio della Chiesa
Cattolica. I simboli usati e la forma della narrativa sono le
risorse usate dalla Teologia della Liberazione, per esprimere
una nuova immagine della Chiesa e della sua attuazione presso
il popolo. Come
è stato costruito dal linguaggio cattolico il binomio Fede
e Politica per quanto riguarda le immagini? Primo,
le costruzioni delle immagini mettono luce sul fatto che la realtà
latino-americana si è fatta per mezzo degli antagonismi
delle classi sociali. La preoccupazione di costruire la sequenza
di immagini tramite delle opposizioni ricco/povero, bello/brutto,
sporco/pulito, amore/violenza, libertà/repressione, hanno
come scopo risvegliare una coscienza critica, utilizzandosi del
shock tra le antinomie. Si risalta la miserabilità delle
nazioni latino-americane. La
povertà, qualificando una determinata classe sociale, è
presentata da un insieme di immagini che si solidificano nei tuguri
("favelas"), nella presentazione di piedi sporchi e
scalzi, nei bassi scuri, nella cucina a legno, negli abiti sciupati
e sporchi, nei lavori pieni di sfruttamento, nella presentazione
di immagini dove si fa vedere il lupem, rappresentati dalla gente
sdentata, negri, donne, bambini vivendo in totale povertà.
Tutti questi elementi contribuiscono a costruire l'universo degli
espropriati, emarginati, oppressi, cattegorie sociali che si sono
ispirate nel marxismo. Lo
scenario rinforza questa dimensione, perché ha delle caratteristiche
da film documentario: sono stati ripresi tanto dei contadini quanto
la spazzatura di una gran città, spazzatura toccata dai
bambini(si fa vedere l'opposizione tra città e campagna
e la povertà che caratterizza queste due realtà). La
violenza - risultato dalle disuguaglianze sociali- viene illustrata
quando succede la lotta di classi, si vedono delle scene di violenza
rurale a partire sia dall'opposizione tra i proprietari delle
fattorie e gli individui senza terra sia a partire dalla morte
di un operaio della opposizione sindacale, l'indio Juperi. Queste
immagini hanno privilegiato il conflitto e la violenza diventati
elementi radunatori dell'attuazione della Teologia della Liberazione.
Così, la liturgia, il suo principale rittuale, è
diventata la sintesi della presa di coscienza e della rivoluzione. I
pellegrinaggi - come sinonimo di coscienza- esprimono la solidarietà
del popolo, come se fossero, i veri cortei, sinonimo di unione,
forza e fede. La croce e la bibbia simboleggiano la coscienza,
la lotta e la speranza. In quel momento, allora, la Chiesa, è
diventata l'immagine del popolo, tramite la rappresentazione delle
communità ecclesiali di base, sinonimo della diversità
culturale rappresentata dall'ecumenismo. Tutti camminano insieme,
la sintesi di tutte le culture brasiliane, la Messa dos Quilombos
e della Terra senza dei Mali. L'intento
di questo film è la trasformazione della società
attraverso la Chiesa Cattolica che diventa allora l'unica porta
voce di una società azzittita dal militarismo. I modelli
sono gli stessi degli anni sessanta come abbiamo presentato sopra,
è una pellicola da modello sociologico, dalla struttura
si somiglia a alcuni produzioni cinematografiche attraverso la
estetica della miserabilità con lo scopo di produrre un'azione
e , quindi, la rivoluzione. (25)
MELO, J.M. (cord.) Communicazioni e Classi Subalterne. 1980, San
Paolo, Cortez ed. p: 76/90. |
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