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Una lettura della Teologia della Liberazione attraverso il concetto di cultura

por Maria de Lourdes Beldi de Alcântara



Nucleo e Laboratorio degli Studi dell' Immaginario e Memoria.
Università di San Paolo


Introduzione

Il presente saggio ha come scopo fare un'analisi storica e teorica a proposito del concetto di cultura proposto dalla Teologia della Liberazione; faremo un taglio metodologico dove la questione dell'utilizzazione dei mezzi di communicazione (i mass media) diventa il palcoscenico delle discussioni sul concetto di cultura e in modo più specifíco la formulazione epistemologica di ciò che sarebbe la cultura cattolica. Perché? È attraverso la rivalutazione dell'istrumentalizzazione di questi mezzi che la Chiesa renderà più chiaro il suo progetto di vangelizzazione il quale avrà bisogno di una riformulazione per quanto riguarda l'immaginario cattolico affinché succeda un'inserzione più grande all'interno della società.

La fine degli anni cinquanta e tutto il decennio dei sessanta sono stati segnati da diversi movimenti e avvenimenti politici i quali hanno avuto una gran ripercussione presso la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

La guerra fredda, la rivoluzione cubana, l'internazionalizzazione dell'economia, l'indipendenza delle nazioni africani, i golpi militari dell'America Latina, hanno portata la Chiesa Cattolica a ripensare il suo progetto politico.

La Chiesa Cattolica affrontava in quel momento diversi problemi: perdita dei fedeli, la crisi del celibato e la nascita di nuove religioni le quali rispondevano in un modo migliore ai problemi urbani. Così il Papa Giovanni XXIII pensando a rispondere a queste sfide, annuncia l'enciclica Master et Magistra (1961, e, nel 1963, Pacem in Terris. Secondo Mainwaring, queste encicliche cambiarono l'orientamento della Chiesa Cattolica,avendola portata ad un maggiore legame con il mondo secolare e ad un impegno con la giustizia sociale).

Per quanto riguarda i mezzi di communicazione sociale, essi sono visti come la possibilità di aumentare i mezzi di evangelizzazioni, questi sarebbero visti come un modo ottimale di propagazione della fede. "La missione della chiesa cattolica sarebbe quella di usare questi mezzi per portare agli uomini il messaggio di salvazione e partecipare alla costruzione di un mondo degno dell'Uomo.(1)"

In questo momento, la chiesa cattolica farà adesione ai progetti di sviluppo portati a termine dalle nazioni di primo mondo come soluzione alla scomparsa della povertà nel Terzo Mondo. Em America latina, las massas han soportado la pobreza, durante siglos, con aparente indiferencia. Ahora, bruscamente despiertan y sus exigencias sobrepasan el ritmo del desarrollo económico y social. Por eso la sociedad latiamericana puede ser descrita como sociedad tradicional en transicion hacia una sociedad moderna(2).

La visione che lo sviluppo economico necessariamente porterebbe allo sviluppo e di conseguenza all'uguaglianza sociale ha portato la chiesa cattolica a condividere questa ideologia che regeva il mondo capitalista. Lo sviluppo , disse Paulo VI, è il nuovo nome della pace(3), che invita le nazioni sottosviluppate a liberarsi dalla povertà e a trovare delle migliori condizioni di vita , della salute, del lavoro e della partecipazione sociale.Accade così, un' intensa valorizzazione della espansione del sistema capitalista in tutto il mondo, stimolata dai paesi sviluppati a favore dei paesi sottosvillupati.

Nell'insieme nazionale, questa adesione agli orientamenti internazionali, è cominciata a venire fuori parallelamente al governo di J.Kubitschek con l'aiuto della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), sotto l'orientamento di D. Helder Câmara. I vescovi hanno elaborato un insieme coerente di proposte economiche, stabilendo stretto rapporto con un gruppo di giovani tecnici che hanno preconizzato la formulazione di un piano generale allo sviluppo della regione. Secondo Alves(4), è a partire da questa esperienza nel Nordest che la Chiesa ha sviluppato il suo discorso sociale. Nel contesto di questa Regione, la Chiesa ha deciso le principali soluzioni pratiche affinché la sua influenza sia allargata fra i contadini , formandosi tramite questa esperienza alcuni dei principali leaders-vescovi, preti e laici della schiera progresssista della Chiesa Cattolica.

Se questa ideologia dello sviluppo è servita all'inizio come elemento di legittimazione della pratica politica della Chiesa, un pò alla volta si potranno osservare dei cambiamenti.

Nel seminario di San Jose' de Costa Rica (1968) vennirono fuori le prime critiche per quanto riguarda lo sviluppo dispari in America Latina. Alcuni settori della Chiesa Cattolica hanno riconosciuto che le trasformazioni socioeconomiche anziché generare ugualianza, stimolavano le differenze sociali - América Latina és um continente que se podría representar, em quanto à su problemática humana, como uma pirammide cuyo vértice está formado por classes privilegiadas y el resto por um grupo enorme de marginados(5).

La critica per quanto riguarda i mezzi di communicazione oscillava tra un'otica morale e un'altra ancora incipiente, che criticava la visione priva di coscienza che questi mezzi aiutavano a diffondere. La discussione colmina nel 1971, con Comunio et Progressio.Si è cominciata a lavorare nei documenti della Chiesa ecclesiatica la differenza tra i mezzi di communicazione diretti alla folla e non diretti alla folla.

Questo dibattito ha portato alla necessità di ripensare il concetto di cultura. La Chiesa Cattolica ha dovuto in qualche modo abbandonare la matrice europea per la concezione del mondo e ha dovuto tuffarsi nelle particolarità culturali delle nazioni in cui attuava. Ciò ha richiesto comunque, un'altra idea di quello che fosse cultura, concetto che la Chiesa Cattolica avrà scoperto insieme alla letteratura antropologica. Essa passerà a definire la cultura tramite il concetto d'alterità, però verrà fuori soltanto a livello del discorso, perché il processo di elaborazione della diversità culturale rimarrà ancora segnato dalla identità cattolica(6).

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(1) Spolettini, B.D. Comunicacíon Social e Iglesia. 1985, Buenos Aires, Paulinos, p: XVIII.
(2) Conclusione del Seminario di Santa Agnese, 1966. Cap.V. In Spolettini, p: 21.
(3) II Giorno Mondiale delle Communicazioni, 1968.
(4) Alves, M.M. La Chiesa e Politica in Brasile. 1979, RJ, Civilização Brasileira.
(5) Seminario di San José di Costa Ricca, 8-19 giugno 1968. Documento conclusivo, ref. 25:42.
(6) Cultura - stilo de estar na sociedad, su modo de realizarse y de espresarse lo que necessariamente comporta una visión organizada del mundo del hombre y de su destino.
Subcultura - modo de compartimiento especial e distinto, con que se realiza y espressa un grupo, dentro de una determinada sociedad. En ningún momento subcultura significa inferiridad, seria un tipo espeial de cultura dentro de otro más geral.

 
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